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    De.licio.us

    Grazie

    di lanx australis (29/08/2008 - 11:52)

    Bene, la storia è terminata, non ci saranno più post di Luca e Josette, le loro strade si sono appena sfiorate nel cammino della vita, avrei voluto scrivere di più ma non si può, non mi resta che chiudere questa parentesi e lo faccio a malincuore, ma così vanno le cose, fa parte del gioco. Si, Luca  sono io, lo dico per chi me lo ha chiesto e per chi potrebbe chiedermelo un giorno, queste storie sono vere, tranne che per insignificanti particolari, chi è Josette non è dato sapere, di sicuro è una donna, di sicuro è speciale anche se lei dice di no.Alla vera Josette, cioè quella persona che ha scritto la parte femminile della storia, va il mio ringraziamento per la pazienza e l'affetto che mi ha dimostrato, grazie J, grazie di cuore. Credo che scriverò ancora, magari non adesso o magari già domani, chi lo sà, di sicuro non getterò la spugna ... sono appena nato ... 

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    Epilogo

    di lanx australis (29/08/2008 - 08:22)

    Che cosa senti, questa era la domanda fondamentale, non cosa voglio o cosa puoi o non puoi darmi, Avrebbe sopportato tutto Luca, ma non quello, non erano sullo stesso piano emotivo, non poteva esserci dialogo, non ora.Era stata sincera Josette, aveva fatto quello che lui le aveva chiesto, aveva trovato il tempo di scrivere una lunga lettera, bella, sensata, amorevole, definitiva,  due righe sarebbero state sufficienti per lui: ti batte il cuore quando parli con me? Tutto il resto veniva dopo, non riusciva a pensare diversamente.

    La risposta era no, un no che non lasciava spazio a fraintendimenti o a future possibilità, un no al quale si era preparato da tempo ma che lo aveva colpito come uno schiaffo, la concretizzazione delle sue paure, la perdita definitiva della speranza. Che dire, sono cose che succedono, nessuno ne ha colpa, il cuore va dove vuole lui, non si comanda, non si costringe, almeno il suo era così, incontrollabile... mio Dio Josette, che voglia di sentirti , anche per un minuto soltanto, sfiorare i tuoi pensieri, accarezzare la tua anima ... non lo farò, non lo farò anche se mi machi da morire, sarebbe un'inutile agonia. Domani, forse, quando questo sentimento esagerato sarà sopìto, allora  potrò tornare a  parlarti, sperando che il dolore non lo abbia trasformato in gelida indifferenza ....

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    Il potere dell'addio (Madonna - the power of goodbye)

    di lanx australis (27/08/2008 - 15:29)




    Il tuo cuore non è aperto 
    Quindi devo andare via
    L’incantesimo si è infranto
    Anche se ti amavo tanto…..
    La libertà arriva quando impari a lasciar perdere
    La creazione arriva quando impari a dir di no
    Ad andartene
    Tu eri la lezione che dovevo imparare
    Io ero la tua fortezza 
    Che tu dovevi bruciare
    Il dolore è un segno che qualcosa non va
    Prego Dio che non duri a lungo
    Andarsene
    Non c’è nulla che mi resti da tentare
    Non è rimasto un luogo dove nascondermi
    Non c’è potere maggiore del potere dell’addio
    Il tuo cuore non è aperto 
    Così devo andare via
    L’incantesimo s’è infranto
    Ti amavo tanto……
    Tu eri la lezione che dovevo imparare
    Io ero la tua fortezza
    Non c’è nulla che mi resti da perdere
    Non è rimasto più un cuore da ferire
    Non c’è potere maggiore del potere dell’addio
    Impara a dire addio
    Impara a dire addio
    Desidero ardentemente dire addio.
    Non c’è più niente da tentare
    Non ci sono più facce da voltare
    Non c’è nessun potere così grande quanto
    Il potere di dire addio
    Non c’è più niente da tentare
    Non c’è più nessun cuore da ferire
    Non c’è niente di più grande del potere di dire addio.

     


     




     



     

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    Ruote e gomme

    di lanx australis (26/08/2008 - 11:08)

    Avete mai pensato a come si deve sentire la ruota di scorta? Adesso addirittura la mettono più piccola, il ruotino lo chiamano, non so perchè lo facciano, forse per farle subito capire quale sarà il suo ruolo, così non ci sono discussioni, se ne sta lì tranquilla e quando serve ... fa miracoli! Certo che non deve essere  facile rassegnarsi a fare la ruota di scorta, passare la vita nel cofano motore o addirittura sotto la scocca a prendere polvere e fango da mattino a sera e aspettare qualche foratura per un momento di gloria. Una volta almeno la speranza c'era, si ruotavano le gomme, e prima o poi quella di scorta veniva montata al mozzo, adesso che si fa? Il ruotino mica si può tenere per sempre, pochi chilometri a bassa velocità e poi ... via, non c'è niente da fare, se nasci ruota di scorta lo rimani fino alla fine, neppure in demolizione ti recuperano, sei piccola e inutile e ti schiacciano senza remore. Eppure servi, cazzo se servi,  alzi la mano chi non è stato salvato almeno una volta nella vita dalla ruota di scorta, nessuno credo possa farlo, da quando esiste l'automobile. E poi non è che ci preoccupiamo molto di lei, la dimentichiamo per mesi o anni, non le controlliamo la pressione, non ingrassiamo i bulloni che la ancorano e poi ci incazziamo pure quando non si svita o quando la troviamo sgonfia al momento del bisogno, come se fosse colpa sua, come se per qualche strana grazia ricevuta dovesse avere il dono dell'automantenimento. Ragazzi, abbiate cura della vostra ruota di scorta, è già duro così per lei, lei che vorrebbe rotolarvi accanto gioiosamente e non lo può fare, almeno tenetela efficiente, controllatela ogni tanto, spendete un minuto del vostro preziosissimo tempo per  accarezzarle il battistrada, non vi chiederà di più state tranquilli, si accontenta di poco. In compenso sarà lì a togliervi dai guai, quando ne avrete bisogno ...

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    Le cinque del mattino

    di lanx australis (26/08/2008 - 09:22)

    Che cosa c'è? Cosa capita nella testa quando ti svegli alle cinque del mattino e non riesci più a dormire? Può essere che la tua normal vita stia andando a pezzi, come magari stai solo pensando ad una donna che ti intriga, oppure t'è solo venuto un attacco di mal di pancia ... il fatto è che succede spesso, e allora cominci a preoccuparti e più ci pensi meno lo capisci, l'unica cosa che riesci a percepire è la tua infelicità globale e definitiva. Sarà, ma queste sono sorprese che non t'aspetti, quando pensi di avere capito tutto della vita, di avere raggiunto ... che cosa? Indubbiamente qualcosa è stato fatto, magari non è tutto venuto alla perfezione ma i risultati ci sono stati, e sarebbe inutilmente riduttivo sostenere il contrario, non tutto è stato vano, anzi, il problema non è li, il problema è che non basta, non è quello che vuoi ora, e lo capisci dal fatto che quando ti guardi allo specchio ti vedi vecchio e quando ti pensi ti vedi giovane, poi  dici che non sei vecchio, ma lo specchio  dice che non sei più giovane anche se pensi di esserlo e così lo chiedi a qualcuno. Tutti ti dicono che l'età non conta ma sono balle, balle spaziali dette per cortesia o per condiscendenza, in realtà pensano: cazzi tuoi, io ho dieci o vent'anni di meno! Forse aiuterebbe essere meno pensatori, più manovali , nel senso di persone pratico-pragnatiche non di operai edili naturalmente, queste uccidono i pensieri con le opere e buonanotte al secchio. Io non ci riesco, io penso anche quando fatico, e più fatico e più penso tanto che alla fine mi stanco di più la testa che le gambe ... mamma perchè mi hai fatto così scemo? E che dire poi della stramaledetta ingenuità che mi porto appresso dalla nascita? Inutilmente sono stato raggirato, sfruttato, manovrato, plagiato, fin dalla tenera infanzia;  non riesco a non fidarmi del mio prossimo, diciamo che diffido fidandomi, in pratica dico che non mi devo fidare e poi mi comporto come se mi fidassi e così me la prendo regolarmente in quel posto, e non lo faccio neppure per bontà, sono proprio così, sempliciotto di natura poco propenso alla percezione della fregatura e comunque tollerante verso i furbacchioni dei quali ammiro la facciatosta, cosa che io non ho e che mi manca. Dio mio , non pensate che io sia un angioletto, sarebbe un errore che potrebbe costarvi caro, sono uno specialista nel ferire i cuori teneri, ho una innata e infallibile capacità nel fare del male alle persone care che a volte mi lascia profondamente deluso di me stesso. E non lo faccio apposta, è solo che non riesco a parlare come si deve perchè sono terribilmente timido, le parole le ho lì, ma o non escono, oppure le uso in ordine sparso e chi mi  sta davanti o è un esperto in rebus oppure pensa : che cazzone ! Comunque sia ora sono qui, alle cinque del mattino, con un groppo in gola e una tristezza assurda, e se questo è il risultato ,allora qualcosa non deve essere andato per il verso giusto, e vorrei sapere che ruolo hai tu in tutto questo, sei la causa o l'effetto? Il male o la cura?O tutte e due le cose assieme? Oppure sei capitata lì per caso e sei rimasta invischiata nella storia? E il lavoro dove lo metti? Io dovrei lavorare ora e invece scrivo, scrivo cazzate per tacitare me stesso, se non le scrivessi scoppierei come un palloncino, d'accordo che lo posso fare, in fondo mi sto solo riprendendo un pò di vita, ma non posso continuare per molto, anzi , adesso devo proprio smettere, il quotidiano mi reclama e il mio senso del dovere è inesorabile, mi uccide l'ispirazione e mi obbliga al silenzio. Se senti quello che sento io, se provi quello che provo io allora complimenti, sei brava, sei grande, sei matura , sei un mito ... io mi sento piccolo, indifeso, immaturo e sciocco, capita, non lo credevo possibile ma capita ...    

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    Candele

    di lanx australis (24/08/2008 - 09:26)

    Quanti anni erano passati da quella sera, Luca  non poteva fare a meno di pensarci mentre nella penombra guardava il suo viso , la luce delle candele attenuava i contorni e rendeva tutto immaginabile, era facile lasciar correre i ricordi. Era agosto, l'agosto più torrido che avesse mai vissuto, c'era il mare, la sabbia bianca, gli amici ,  la spensieratezza degli anni più belli e c'era lei, il suo sogno di sempre. Erano passati quasi due anni dall'ultima volta che si erano visti e non era stato un bel giorno, la verità spesso fa male ma è necessaria, adesso lo capiva, allora no, allora fu solo dolore e disperazione, voglia di nulla. Ma quella notte magica e bugiarda aveva azzerato tutto, Luca  aveva mille dubbi e l'incertezza dei suoi sentimenti era un tormento continuo mentre il suo corpo pretendeva che lui cedesse, sapeva che non avrebbe resistito, era già suo prima ancora che lei lo sfiorasse, era come tornare a casa dopo un lungo viaggio...quindi alla fine aveva vinto lui, questa fu la sua gioia più grande ed effimera, la voce  che non avrebbe dovuto ascoltare, l'amore non è vittoria, non è sconfitta, l'amore è. Ma lei era così bella, così ambìta, corteggiata da tutti con quel vestito rosso e la pelle abbronzata che il solo tenerla sulle sue ginocchia lo faceva sentire appagato, il suo narcisismo gratificato dagli sguardi inequivocabili degli altri, superficiale, bambino mai cresciuto... Dimmi chi sono se puoi, dimmelo perchè io non mi riconosco in quello che sento da tempo, cosa ho fatto perchè tu mi percepisca così? Da dove arriva questo gelo che mi divora dentro? E perchè mi sento così diverso da come mi descrivi? Forse vivo in un sogno e tu vedi la mia realtà, oppure non guardi al di la delle apparenze? Era inutile, anche l'atmosfera confidenziale non era sufficiente a farlo parlare, le domande rimanevano lì, dentro di lui, inespresse ormai da tempo, inchiodate ad uno stereotipo di io che non sentiva suo ma che era di tutti, l'avrebbe capito se fosse cambiato di colpo? Non sapeva se poteva rischiare, oggi non poteva permettersi di farla soffrire ...

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    Non si può fermare lo spirito

    di lanx australis (18/08/2008 - 13:04)

    Non si scompare.

    Mai.

    Le tracce di se restano indelebili nel cuore di chi le ha volute custodire, o semplicemente in quello di chi le ha trovate. Anche solo per caso. Forse lei non lo sa veramente, che Luca la aspetta.

    Oppure lui crede solamente, di aspettare lei.

    In verità attende Godot.

    Il sogno.

    La smania.

    L’emozione dell’attimo che riempie il cuore di gioia e lascia il desiderio per sempre.

    Ma sicuramente le cose non sempre sono come si vedono. Talvolta la verità è così semplice da sembrare inverosimile. Altre volte lo è meno. Bisogna saperla leggere. Oppure non si conosce la lingua in cui è scritta e diventa difficile interpretarla.

    Forse è giusto che lui si guardi intorno. Il cielo è pieno di stelle. Perché no? Ne troverà sicuramente di più brillanti, o semplicemente di più vicine, da sembrare più grandi e lucenti di quella laggiù…

    Non è questione di sentirsi costretti.

    Le cose accadono perché devono accadere.

    Nulla si può costringere.

    Anche l’acqua, una volta uscita dalla bottiglia che la contiene, non ha la stessa forma. Nulla è sempre uguale a se stesso. Tutto scorre. Ogni cosa è lì perché la si possa vivere.

    Se vuoi fuggire vai…Nessuno ti trattiene. Mai! Mai nessuno deve trattenere lo spirito. Libero di esserci e di andare. E’ sempre una libera scelta. Rimani, solo se lo vuoi. Non credi?

    Vivi Luca! Sii libero di vivere. Non sentirti costretto in panni che non ti appartengono.

     

    Non ha gettato  la spugna, lei.

    Semplicemente ci sono momenti in cui non si può. Altri in cui non c’è l’ispirazione. Ancora altri poi che devono essere vissuti altrove…

     

    Josette si augura, nel profondo del cuore, che Luca trovi la Musa che cerca. La pace di cui ha bisogno, il sole che lo scaldi, la luce che gli illumini il cammino.

    Se lo merita.

     

     

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    La storia

    di lanx australis (16/08/2008 - 23:43)

    Non c'è trama,non c'è inizio, non è già stata scritta, viene così come viene, giorno per giorno , sull'onda delle emozioni di Luca e di Josette, forse ormai solo su quelle di Luca, perchè Josette non si fa più viva, credo che Josette abbia finito le parole, ha dato il suo contributo a questa storia e ora resta a guardare, silenziosa spettatrice e mancata protagonista, desiderosa forse di scomparire piano piano, senza fare rumore, in modo indolore ma irreversibile. Josette non sa o non vuole sapere che Luca la aspetta sempre, probabilmente è convinta che con il tempo lui si abitui a questa latitanza, che rivolga altrove la sua attenzione,  cosa che sarà obbligato a fare per forza di cose o meglio per continuare la storia. Si, perchè la storia non si può fermare,  Luca  è  vivo, è vitale, desidera, pensa, sogna, non concepisce il nulla, la fine, l'oblio, tuttalpiù accetterebbe un cambiamento e se è questa l'unica possibilità per continuare a narrare così sia. Rimane il rammarico delle cose lasciate a metà, la frustrazione di chi cerca di abbattere un muro di gomma,  il dispiacere di chi sa di avere dato tutto se stesso  per tenere in piedi un racconto, Luca ha fatto quello che poteva, la sua controparte ha gettato la spugna, nella bivalente fantasia dello scrittore è venuto a mancare un pezzo, quello più difficile da inventare perchè naturalmente non suo, ora è in cerca di ispirazione, ha bisogno di un nuovo attore, di una musa che lo guidi nei meandri affascinanti e segreti della mente femminile, da solo non ce la può fare. Luca sapeva che Josette prima o poi se ne sarebbe andata, era troppo irrequieta, curiosa, e concreta ... troppo diversa da un sognatore come lui, avrebbe dovuto farsene una ragione e ricominciare daccapo ... già, ma come? Luca decise di soprassedere, per questa sera bastava e avanzava, si diresse verso il suo portatile e lo aprì, " controllerò la posta e poi andrò a dormire" pensò mentre avviava il pc ...

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    Notte di S.Lorenzo

    di lanx australis (13/08/2008 - 22:15)

    Da quando Josette era entrata nella sua vita Luca si era concentrato esclusivamente e forse eccessivamente su di lei, aveva trascurato volutamente le sue (poche in verità) amicizie e non si era più preoccupato di acquisirne delle nuove, insomma si era di fatto isolato ed ora , piano piano, cercava di riprendere a dialogare con altre persone, ne  sentiva il bisogno, insomma  capiva che non era giusto  cirrcoscrivere in modo così drastico i suoi contatti, in fondo tutto era così incerto e difficile, avere qualche amica in più non sarebbe stato male, nuovi confronti, altre idee, realtà differenti ... certo non sperava di trovare un altra persona come Josette, questo era fuori discussione, aveva abbastanza esperienza per rendersi conto che lei era unica, unica e irripetibile. Comunque ci avrebbe provato, se non altro per  cercare di alleviare quella sensazione di vuoto che percepiva sempre più spesso, oppure per procurare qualche gratificazione  al suo ego narcisista, non era molto sicuro delle motivazioni che lo spingevano ma sentiva che doveva assecondarle, e poi perchè chiederselo?Le risposte, se c'erano, sarebbero arrivate da sole, prima o poi. Luca guardò l'ultima stella cadente tracciare ne cielo notturno la sua scia di luce, espresse un desiderio e rincasò chiudendo la porta, l'aria era fresca, l'estate se ne stava andando , troppo breve, come tutte le cose belle e desiderabili di questa terra ...

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    Che vada come deve andare

    di lanx australis (31/07/2008 - 14:16)

    "Ci sono cose che il destino si propone ostinatamente. Invano gli attraversano la strada la ragione e la virtù, il dovere e tutto ciò che c’è di più sacro; qualcosa deve accadere, che per lui è giusto, che a noi non sembra giusto; e possiamo comportarci come vogliamo, alla fine è lui che vince."

     

     

     

    Da  "Le Affinità Elettive"

     

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    Incomprensioni

    di lanx australis (23/07/2008 - 17:56)

    Luca era stordito,vagava con la mente perso in un vuoto che lo soffocava,avrebbe voluto chiudere gli occhi e dormire,lasciare che il sonno diluisse il suo dolore ma la testa era stretta in una morsa,la tensione di queste ultime ore lo aveva sfinito,si sentiva indifeso e fragile come mai nella sua vita, - Dio mio pensò,cosa mi sta succedendo?Perchè tutta questa angoscia? - il motivo lo conosceva perfettamente,quello che non riusciva ad accettare era la violenza delle sue emozioni, trascendevano la mente,erano diventate anche fisiche , cominciava a dubitare sinceramente della sua sanità mentale e così lo avrebbero certamente considerato se ne avesse parlato con qualcuno.La causa era sempre la stessa, ne avevano parlato a lungo senza concludere nulla, Luca voleva delle risposte, non voleva promesse, non si faceva illusioni, però voleva sapere,voleva conoscerla fino in fondo,ogni suo pensiero, ogni suo desiderio, ma Josette non si confidava.  Luca le aveva aperto il suo cuore ma quello di lei era blindato, non ci riusciva o non voleva aprirsi , niente aspettative,niente illusioni, niente speranza. Certo parlarle era bello, lo faceva stare bene, lo calmava, sarebbe stato delle ore ad ascoltare il suono della sua voce, capiva che da parte sua c'era affetto e considerazione,le era grato per questo, in fondo si rendeva conto di  avere abusato anche troppo della sua pazienza, ogni volta si riprometteva di non cascarci di nuovo, di non lasciarsi andare a stupide gelosie senza senso ma era inutile.Ogni  quavolta gli sembrava di avere imboccato i binari del buonsenso e della  reciproca tranquillità nel loro dialogo, succedeva qualcosa che lo faceva deragliare, una frase, un sms,  una mail destinata a qualcun'altro,  che peccato,  non ci riusciva proprio,  non era come  Josette oppure i loro sentimenti erano completamente diversi.Questa mattina poi lei si era proprio arrabbiata, - sei un fesso - aveva detto, forse aveva ragione, perlomeno una risposta l'aveva avuta, non quello che sperava ma in fondo era quello che temeva, aveva tirato troppo la corda e l'aveva messa con le spalle al muro, ma qualcosa aveva ottenuto, na svolta, un cambiamento, doloroso ma necessario, ora sapeva che per lei era diventato un peso, un fardello che non poteva sopportare oltre, inutile insistere le avrebbe fatto solo del male, era troppo coinvolto, avrebbe dovuto trovare il coraggio di allontanarsi e forse il suo orgoglio ferito sarebbe servito allo scopo.Che peccato pensò Luca, il destino tesse le sue trame senza discernimento alcuno, le persone si incontrano e bruciano le loro energie per non piegarsi al vento che le disperde, ma è tutto inutile, alla fine si spezzano e seccano al sole come fiori recisi, di loro rimangono solo ricordi e lacrime, le stesse che ora  incontenibili scendevano dai suoi occhi, ultimo omaggio ad un sogno impossibile.

    Questo pensava Luca prima di sentire il messaggio di Josette, adesso capiva che era stato tutto un malinteso, era talmente agitato che non aveva neppure cercato di spiegarsi, quando le aveva detto quella frase "vedo con piacere che anche tu aspetti delle risposte" non si riferiva agli sms ma alla mail che lei gli aveva inviato per errore.Non che cambiasse molto nella sostanza, ma giustificava la sua reazione altrimenti incomprensibile, era geloso, arrabbiato, e voleva ferirla , non era un bel gesto ma  poteva essere comprensibile ...ora capiva il risentimento di Josette, più che legittimo, avrebbe fatto lo stesso e anche peggio, che stupido era stato,  pretendere che lei leggesse nella sua mente sbalestrata dove anche lui a volte si perdeva . Si sentiva sollevato, come se quel peso enorme che gravava come un macigno su di lui fosse improvvisamente scomparso, accidenti alla sua passione, alla sua avventatezza, possibile che non riuscisse a controllarsi? Ora doveva solo farsi perdonare se Josette glielo avesse concesso, dimostrarle che poteva tornare a essere il suo "faro" , quella persona che a lei piaceva tanto, con il sole nel cuore e tanta  voglia di vivere, porca vacca quante promesse non mantenute aveva fatto ultimamente ...   

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    Il cielo turchese

    di lanx australis (23/07/2008 - 14:29)

    “Le risposte che cerchi le hai dentro di te.

    Non andare chissà dove per sentire chissà chi, dire chissà cosa.

    Non è il momento di domande, né quello di risposte.

    Avevi detto che non mi avresti messo fretta. Poi invece attacchi con  un -Ma mi piacerebbe sapere cosa c’è nella tua testa…-.